Venezia

Storia

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Il tessuto urbano Ŕ fitto, quasi un labirinto, ricco di angoli appartati, suggestivi nella loro semplicitÓ. Poi, appaiono i simboli eclatanti: i palazzi, i monumenti, le chiese. Simboli, appunto. I campi si aprono all'improvviso, vivaci di gente; i canali scompaiono silenziosi tra le case; le calli tortuose conducono chissaddove i radi passanti. Clamore e silenzio, contemporaneamente. Questa Ŕ l'anima della cittÓ: nel dedalo di viuzze come sul Canal Grande. Gli scenari sono irregolari e asimmetrici, un gioco urbano casuale che ha assecondato gli antichi canali della laguna.
Eppure la cittÓ Ŕ cresciuta funzionale al suo modo di esistere, in simbiosi con l'acqua; a misura d'uomo, come si dice, anche se i tempi e l'uomo sono ormai cambiati. Ma Ŕ anche artificio, macchina teatrale capace di creare sentimenti contrastanti, ammirazione e languore, malinconia e disagio.
Non molto lontano ci sono la laguna, le isole separate, i canneti delle barene. Un'altra sfaccettatura, forse pi¨ ingenua e pi¨ vera dell'unica Venezia: Pellestrina, Poveglia, San Lazzaro, oppure Burano, Torcello, Murano e tanti altri luoghi. Case basse e variopinte, sfumature dialettali, antichi mestieri, ritmi di vita pi¨ lenti caratterizzano questi posti, questa gente. Domina su tutto, anche se da lontano, la sagoma in controluce del campanile di San Marco.